Polizia Giudiziaria

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Per Polizia giudiziaria s'intende quella funzione dello Stato  volta ad assicurare le condizioni per l'esercizio dell'azione penale.

La Polizia giudiziaria ha natura e finalità repressive anziché preventive, dal momento che interviene quando si è già verificata una violazione della legge penale che l'attività di Polizia di sicurezza non ha potuto evitare. L'attività di Polizia giudiziaria deve essere esercitata fin dalla ricezione di una notizia relativa alla commissione di un reato (notitia criminis) e deve attivarsi anche prima di ricevere ordini dall'ufficio del Pubblico Ministero.

La Polizia giudiziaria deve:

  • prendere notizia dei reati: la Polizia giudiziaria ha il dovere di informarsi sui reati già commessi o in atto. Deve, dunque, adoperarsi nella ricerca di informazioni, non solo attingendole da fonte esterna ma anche di propria iniziativa ed in via del tutto autonoma ed indipendentemente dalla volontà delle eventuali parti lese o soggetti in qualche modo interessati in via diretta o mediata. Fino a quando il Pubblico Ministero non assume la direzione delle indagini, la Polizia giudiziaria deve continuare la propria attività col solo obbligo di mantenere informato il magistrato;
  • impedire che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori: la Polizia giudiz iaria deve evitare la consumazione dell'evento lesivo. Se il reato è in via di consumazione deve interromperne la consumazione. Se esso è già stato consumato deve tentare di ripristinare lo status quo ante a favore della parte lesa;
  • ricercare gli autori dei reati: di propria iniziativa o su ordine del Pubblico Ministero;

assicurare le fonti di prova: la Polizia giudiziaria deve individuare ed assicurare le fonti di prova mediante la raccolta di sommarie informazioni, perquisizioni, accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone, sequestri, rilievi fotografici ecc.

L'Ufficio svolge accertamenti per la Procura dei Minori e collabora con le altre forze di Polizia.