Indirizzi per il Piano Strategico Metropolitano

piano strategico metr fotoMarketing territoriale per rendere più attrattiva Bologna metropolitana; rigenerazione urbana e ambientale per città più belle, sicure e sane; mobilità intelligente per ridurre traffico e inquinamento; promozione dell’imprenditorialità e della manifattura in collegamento con scuola e ricerca; sostegno all’offerta e alla domanda di cultura; un sistema educativo equo e paritario dalla prima infanzia all’università; rafforzamento del sistema di welfare: sono questi i 7 obiettivi individuati dal Documento di indirizzi del nuovo Piano Strategico Metropolitano (presentato dal sindaco metropolitano Virginio Merola insieme al ministro delle Infrastrutture e trasporti Graziano Delrio al convegno “Futuro metropolitano”) e individuati alla luce della visione e delle indicazioni emerse dai territori durante il percorso di ascolto “La voce delle Unioni”, che ha coinvolto la comunità metropolitana in 6 incontri in cui sono state raccolte le proposte di oltre un centinaio di amministratori e rappresentanti dell’industria, del lavoro, del sistema educativo, del welfare e della cultura.
 

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Vedi anche i video – “La Città metropolitana che vorrei” e “Parlami di lei” in cui prendono la parola l’arcivescovo Matteo Maria Zuppi e l’attrice e autrice teatrale Marinella Manicardi, il teologo Vito Mancuso e la responsabile delle cure palliative dell’Azienda Usl Danila Valenti. E, ancora, l’amministratore delegato di Ducati Claudio Domenicali, il portavoce del Forum terzo settore di Bologna Stefano Brugnara, l’architetto e designer Mario Cucinella, il terzino del Bologna football club Adam Masina, lo scienziato Vincenzo Balzani e il compositore e musicista Ezio Bosso. “La Città metropolitana che vorrei è un sistema aperto, capace di sviluppare relazioni con l’esterno” dice Vito Mancuso. Per Marinella Manicardi dev’essere “un esempio di laicità per tutta l’Italia”. Per Adam Masina deve “tener conto della sua storia e delle sue tradizioni”. Per Claudio Domenicali Bologna dovrebbe puntare su innovazione, cambiamento e capacità di attrarre. L’arcivescovo Zuppi vorrebbe, invece, una “Bologna capace di proteggere con i suoi portici chiunque e particolarmente i più deboli”.

vedi i video: https://www.youtube.com/channel/UCZgPuqwtfM8NsEcGxg3TvDQ