A tavola

tartufo

La straordinaria ricchezza di prelibatezze enogastronomiche tipiche rappresenta senza dubbio il migliore biglietto da visita della Valsamoggia. Si tratta di un paniere composito e appetitoso, fatto di cibi e di vini di alta qualità, che si fonda sulle antiche tradizioni agroalimentari di questa terra: prodotti rimasti nel tempo fedeli ai gesti di una volta, con quell’attenzione alle esigenze di qualità e genuinità oggi sempre più apprezzate. Biologico, tracciabilità e stagionalità sono da queste parti qualcosa di più di semplici parole: sono valori, gli stessi che si ritrovano nel “Mercato delle Cose Buone”. Davvero imperdibile in primavera è la fioritura dei ciliegi.

(fonte: Guida della Provincia di Bologna)

 

Il tartufo
Il Tartufo Bianco Pregiato dei Colli Bolognesi è una vera e propria produzione di eccellenza della gastronomia dell’Appennino e Savigno è certamente tra i territori in cui questa vocazione è più forte. Qui, a novembre, si danno appuntamento per tre weekend gourmet appassionati in occasione della sagra dedicata appunto al tartufo (www.tartufosavigno.com). Vedi anche:
Il tartufo, uno strano fungo
Le principali specie di tartufo
“Nel segreto del bosco”, un film su Savigno e il mondo dei tartufai
(fonte: archivio comunale - Savigno)
una curiosità: La pietra fungaria

Il gnocco fritto (e non “lo gnocco” come vorrebbe la lingua italiana) è un prodotto alimentare tipicamente emiliano, che trova nella Valle del Samoggia una delle zone a più alta densità di ristoranti specializzati... vedi tutto

Il Mercato delle cose buone è un mercato come una volta, dove acquistare direttamente dai produttori. Gli espositori sono i produttori della Valle del Samoggia. Protagonisti sono i prodotti alimentari locali e biologici, ma non mancano l’artigianato agricolo e i prodotti equo-solidali.

Gli anelloni di Bazzano sono una varietà di ciliegia diffusa nella fascia pedecollinare della Valle del Samoggia. Qui il ciliegio assunse grande importanza dalla fine dell’Ottocento, sostituendo gradualmente il gelso come tutore della vite e diventando poi una coltura specializzata. Dopo una pausa dovuta alla guerra, la produzione di ciliegie riprese a crescere costantemente fino a diventare un elemento caratterizzante dell’economia del territorio.

Da ricordare inoltre la Torta della Giuditta, il cui nome deriva dalla bagnante raffigurata nella fontana della bazzanese Piazza Garibaldi.

Discorso a parte meritano le “Tagliatelle della Duchessa”, pappardelle ai fegatini di pollo ispirate a Maria Luigia, duchessa di Parma. In visita in questi luoghi, la Duchessa si fermò in una locanda dove provò l’appetitoso piatto, che le piacque al punto da volergli dedicare il proprio nome.

(fonte: Guida della Provincia di Bologna)