Piano di controllo delle nutrie

La Regione ha approvato il nuovo “Piano per il controllo della nutria”, che in sostanza riporta la competenza alla Città Metropolitana e riprende nel merito i contenuti del piano precedente approvato dalla Provincia.

In estrema sintesi, il piano:

  1. ha come obiettivo l'eradicazione della specie dal territorio regionale, quindi non pone limiti al numero di capi che si possono abbattere
  2. ha validità di 5 anni
  3. individua come enti competenti al controllo:

la Città Metropolitana attraverso la sua Polizia (o dell'Ente gestore del Parco, nel caso di Monteveglio) nelle aree Agro-Silvo-Pastorali

il Comune (anche attraverso imprese di disinfestazione e pest-control) all'interno delle sole zone urbane, che in genere corrispondono al perimetro dell'abitato individuato dalla segnaletica bianca dell'inizio paese o località

  1. individua i seguenti metodi di intervento:

cattura con gabbia trappola regolamentari immatricolate dalla Provincia/Città Metropolitana, da controllare giornalmente, utilizzabili tutto l'anno e su tutto il territorio, avendo cura di liberare subito altre eventuali specie, e successiva soppressione con arma da fuoco, dispositivi ad aria compressa, esposizione a biossido di carbonio;

abbattimento diretto con arma da fuoco da parte di polizia provinciale, guardie forestali, guardie comunali, guardiaparco, coadiutori con licenza di caccia abilitati dalla Provincia / Regione, agricoltori con abilitazione esercizio venatorio solo all'interno dell'azienda agricola di proprietà o in conduzione, cacciatori in possesso dell'abilitazione a coadiutore nei periodi/orari consentiti dal calendario venatorio

è vietato l'uso di veleni e rodenticidi, e ogni altro metodo non selettivo (ovvero che può portare alla morte di specie diverse dalla nutria

  1. regolamenta il controllo nelle aree protette (parchi, riserve, siti rete natura 2000, aree riequilibrio ecologico, ecc) e nelle zone a gestione faunistico-venatoria, indicando modalità e periodi specifici
  2. smaltimento delle carcasse:

in caso di abbattimento con arma da fuoco dove non possibile il recupero della singola carcassa: si può lasciare in loco

in caso di cattura con gabbia trappola e soppressione: sotterramento in luogo adeguato, a profondità tale che carnivori non possano accedervi, prima di aver cosparso la carcassa con idoneo disinfettante

  1. prevede la rendicontazione dei capi abbattuti, con resoconto entro il 31 marzo di ogni anno
  2. prevede che la Città Metropolitana:
  • coordini l'attività dei coadiutori
  • gestisca le comunicazioni di intervento diretto degli agricoltori
  • gestisca le richieste di intervento provenienti da cittadini, agricoltori, comune, ecc
  • fornisca le gabbie di cattura immatricolate
  • provveda all'eventuale smaltimento delle carcasse