Oratorio di S. Lorenzo - Calcara

oratorioslorenzoE' citato nelle visite pastorali della fine del Cinquecento. Poiche' dai resoconti di quelle degli anni 1578 e 1593 compare in condizioni precarie (viene definito "una Maestà tutta ruinosa"), si può ipotizzare un'origine piuttosto antica.

Nella visita del 1600 si dice invece che l'oratorio è ben tenuto.
La dedicazione completa è a San Lorenzo, San Dalmazio e S. Francesco.
Bertusi suppone che dei tre Santi, Lorenzo ricordi quello della pieve di San Lorenzo in Collina, il cui territorio anticamente, escludendo Calcara, si estendeva fino alla via Emilia, Dalmazio il patrono della località (Sant'Almaso) e il terzo, Francesco, il nome di un Marescotti, proprietario dell'attiguo palazzo, che nel Seicento, come attesta la lapide conservata all'interno, aveva dotato l'oratorio di una rendita per mantenervi un sacerdote che vi officiasse ogni giorno in suffragio della sua anima.

Alla metà dell'Ottocento Luigi Aureli lo definisce ancora"Benefizio della Casa Marescotti" Come risulta indicato nei resoconti delle visite pastorali a partire dal tardo Ottocento, tale beneficio, goduto fino al 1870 dal fu don Filippo Carini, "fu redento dal nobil uomo Signore Conte Carlo Marsigli, gli eredi del quale hanno ottenuto dalla S. Sede di poter godere e possedere i frutti per 23 anni onde rimborsare le spese di redenzione e ripararsi dei danni di un incendio avvenuto nei caseggiati del benefizio, col solo obbligo di far celebrare ogni anno messe 240. Detto oratorio è lungo piedi 12, largo 10, con un solo altare dedicato a San Lorenzo e vi è una piccola sagrestia. Questo beneficio è ora posseduto dai fratelli Fornaciari."


Testi tratti da:  “Tra otium e negotium, le Ville di Crespellano”, “Chiese ed oratori di Crespellano”. Ricerche e stesura testi di Silvia Rubini, foto di Valter Baldini e Tiziana Bertacci.)