Oratorio di S. Anna - Palazzo Stella, Crespellano

oratoriosannapalazzostellaLa data di costruzione del piccolo, prezioso oratorio dedicato a Sant'Anna, immerso nel verde del parco di Palazzo Stella, non è chiara.
Dai pochi documenti disponibili pare però di poter avanzare l'ipotesi di una datazione intorno all'inizio del Settecento.


A differenza degli altri oratori esistenti a quell'epoca nel territorio, non è indicato nel resoconto della visita del cardinale Giacomo Boncompagni del 1692.
Dai registri in cui sono riportati i rinnovi dei permessi per celebrare le messe nei vari oratori della Diocesi risulta che il giorno 20 luglio 1706 viene rinnovato tale permesso per cinque anni all'oratorio del sig. Amadeo Stella, "fabricato di nuovo nella Cura di Crespellano".
Nel 1731, il 3 ottobre, è oggetto della visita del cardinale Prospero Lambertini. Dal relativo resoconto risulta che, all'epoca, il palazzo appartiene agli Stella, così come è confermato, circa alle stesse date, da La carta della pianura bolognese di Andrea Chiesa, datata al 1740-1742, dove compare il "Casino Stella" (i rilievi sono stati effettuati tra il 1732 e il 1738). L'oratorio di Sant'Anna compare inoltre nel Catasto Boncompagni alla fine del Settecento.
Negli allegati dell'Atto notarile datato 14 dicembre 1785 e conservato presso l'Archivio di Stato di Bologna vi è l'inventario dei beni redatto dalla contessa Gaetana Negrini vedova del conte Gio' Paolo Stella, morto a Pistoia il 18 dicembre 1784: tra i beni stabili rurali compresi nel comune di Crespellano sono citati: "una possessione di terra arativa, casalina, erborata, vidata, prativa, moreda, ed altre qualità in loco detto "Il Casino" [...], con Palazzo fabbricato di nuovo con racinto di prato padronale, stalla, 6 cavalli, e teggia e rimessa, magazzino e legnami, bugaderia e Chiesina [...].Tra i beni mobili risulta che "nella Cappella fuori del Palazzo" si trova un "Quadro grande raffigurante la B.V.S. Elisabetta, S. Gio' Batta, S. Giovacchino copia del Cavani in tela con cornice antica intagliata e dorata di torchino e filetti in oro." Il quadro e la cornice descritti non si trovano più nell'oratorio.
Un documento di poco più tardo come l'Elenco di Don Antonio Benassi, compilato il 14 aprile del 1803, testimonia ulteriormente la presenza dell'oratorio di Sant'Anna, annesso al "Casino Stella di ragione del cittadino Carlo Stella". Questa indicazione risulta utile anche per le vicende del palazzo, che dagli Stella, dai quali prese il nome, passò ai Masetti a una data imprecisata, indicativamente tra la fine del Settecento e l'inizio del secolo successivo. In questo periodo infatti si registra il tracollo della fortuna della famiglia, che fu costretta, con Carlo Stella, ad alienare i propri beni per far fronte ai debiti contratti.
Dall'elenco del Benassi risulta quindi che nel 1803 il Palazzo di Crespellano e gli annessi edifici erano ancora proprietà di Carlo Stella.
Alla metà dell'Ottocento se ne parla come della cappella posta "presso l'antico Palazzo, detto Stella, ora del signor Francesco Masetti sacra a Sant'Anna, decorosamente mantenuto da quel religiosissimo Signore". L'oratorio di Sant'Anna è citato come cappella pubblica.
L'oratorio si presenta come una struttura con facciata a capanna aperta da un oculo sulla porta d'ingresso, tetto a spioventi, interno ad aula unica, voltata.
Sul retro, l'abside, che funge anche da piccola sagrestia, risulta un corpo aggiunto successivamente. Il bel marciapiede in ciottoli di fiume che corre lungo il perimetro della chiesa, reca, proprio davanti all'ingresso dell'abside, la data 1867 (non è chiaro se si riferisca alla realizzazione dell'abside o del marciapiede stesso).
All'interno, sul portale, un'iscrizione ricorda che nel 1858 il cardinale arcivescovo Michele Viale Prelà, durante la visita pastorale alle parrocchie circostanti, risiedette a Palazzo Stella dal 29 agosto al 7 settembre e celebrò la messa nell'oratorio di Sant'Anna.
Presso l'altare, un paliotto realizzato a pastiglia e decorato con lo stemma della famiglia Masetti ricorda i precedenti proprietari.


Testi tratti da:  “Tra otium e negotium, le Ville di Crespellano”, “Chiese ed oratori di Crespellano”. Ricerche e stesura testi di Silvia Rubini, foto di Valter Baldini e Tiziana Bertacci.)