Mulini nei dintorni di Savigno

mulinodottore

 

A Savigno, percorrendo la via dei Mulini, si può notare un mulino con all’esterno alcune macine. Passato Savigno, è tuttora presente nella toponomastica Segaticcio. Dirigendosi verso Tolè si incontra il mulino del Cozzo, al quale si accede attraversando un ponticello in legno. È presente una macina, appoggiata all’edificio. Ancora oltre verso Tolè si passa per il molino del Notaro, tuttora abitato e funzionante, e intorno al cui edificio sono presenti un gran numero di macine, utilizzate in svariati modi.

 

Mulino del Dottore (via Rodiano 843, Savigno, funzionante; sopra, nella foto di Gabriele Baldazzi)

Complesso di epoca cinquecentesca in località Ca’ Bortolani a Savigno (conserva la struttura architettonica cinquecentesca, adattata però ad esigenze abitative). Possiede una torre su cui spicca una banderuola in ferro raffigurante un rapace. Conserva quattro macine in pietra, mosse da turbine in ghisa, che alla metà del Novecento hanno sostituito le precedenti strutture lignee. Il mulino è aperto al pubblico e svolge varie attività didattiche e turistiche su prenotazione (www.ilmulinodeldottore.it). Produce farine (grano, farro, granoturco e castagne), pane e dolci cotti nel forno a legna. Recapiti: Via Rodiano 843, Savigno - Tel. 051-6706014 o 340-8039883

Mulino di Vedegheto (Mulino delle Rovine)

Dopo le distruzioni belliche, il mulino è stato ricostruito all’interno di un edificio, che si articola su tre livelli trasversalmente al corso del torrente Venola. L’acqua viene raccolta in un bacino superiore e convogliata in basso, sfruttando il salto di quota. Il progresso tecnologico, che ha contribuito alla sopravvivenza di questo mulino, è legato alla sostituzione del tradizionale meccanismo ligneo per l’azionamento delle macine con la turbina a pale.

 

(fonte: “Le valli del Samoggia e del Lavino nella Storia. Itinerari luoghi personaggi” Edito dalla Comunità Montana Unione dei Comuni Valle del Samoggia 2007)