Innovazione e gestione nei Parchi

parcomonteveglioenteparchiL’ambiente, la cultura, il turismo e la green economy.

Una ricchezza senza uguali al mondo.

Le Aree protette conservano un patrimonio ambientale di indiscussa importanza. Una ricchezza costituita non solo da singoli boschi o da monumenti, da laghi e da centri storici: ma dal fatto che il patrimonio storico e artistico più vasto della Terra e il patrimonio naturalistico più diversificato d’Europa formano un bene unico e indivisibile, un insieme che continua a generare flussi turistici ed economici importanti, anche solo per il grande fascino che esercita sull’immaginario di tutti.
Un patrimonio che è le nostre radici, che rappresenta la nostra identità e che conserva le storie del nostro passato ma che, soprattutto, costituisce un’opportunità straordinaria di costruire, oggi, il nostro futuro.
Si tratta di un patrimonio ancora poco valorizzato che può divenire fonte non solo di cultura e di educazione, ma anche di nuove forme di occupazione e di reddito.
La valorizzazione dei beni ambientali e culturali del nostro Paese per accrescere l’occupazione è stata, da sempre, come una promessa non mantenuta. Oggi può divenire una realtà, un’opportunità da cogliere, senza esitazioni. Per farlo, però, sono necessarie nuove competenze e capacità, sostenute da motivazione e spirito creativo.

Occorre, pertanto mettere in campo idee nuove e nuovi modi di intendere ciò che significa essere imprenditori in questo settore. Le idee d’insieme e la loro declinazione in termini di sistema territoriale vasto sono di competenza del soggetto pubblico il quale, senza indugi, dovrà anche investire sulla formazione dei giovani e sulla riqualificazione degli occupati, quale risposta credibile ed efficace per lo sviluppo delle politiche ambientali.
Il sentirsi imprenditori di un diverso sistema che veda l’aspetto sociale ed ambientale quali cardini di ogni politica economica è invece appannaggio dei soggetti privati, i quali dovranno dimostrare una maturità pari a quella che dovranno mettere in campo le istituzioni.

Settori economici interessati:

Da quanto detto appare evidente come il nostro Ente dovrà rivolgersi a tutti i soggetti che operano nei comparti di nostro interesse quali, a scopo esemplificativo e non esaustivo.

    Conservazione della natura.
    Gestione di strutture per la fruizione.
    Valorizzazione e gestione dei beni culturali ed ambientali.
    Turismo sostenibile.
    Ospitalità e ristorazione nei territori delle aree naturali protette.
    Agricoltura di qualità
    Tour operating di qualità.
    Guide ambientali ed escursionistiche.
    Green economy.


Il nuovo Ente in un  momento storico delicato come quello attuale, deve rivalutare la propria funzione, che non può più essere solo quella di garantire una rigorosa salvaguardia del territorio governato fine a  se stessa, ma per il suo tramite dovrà trovare il modo di diventare luogo di opportunità e sviluppo.

Oggi in campo appaiono nuove sfide ed esse sono definitive per una presenza che abbia a cuore il futuro.

Nel passato tanto è stato fatto, si sono costituite intere comunità che hanno educato ed informato cosa fosse un’Area protetta e come fosse possibile farla vivere ora, in questa fase tanto difficile  si presenta invece la problematica di sopravvivenza dell’area e dei principi che sinora l’hanno regolata.

Ecco perché si parla di sfida e non di semplice impegno.

Sfida che significa segnare il presente e programmare il futuro.

Le speranze molte volte ripiegano in rassegnazione, ma noi non ci possiamo permettere che ciò accada ed è per questo che enumeriamo sinteticamente quelli che riteniamo siano i punti salienti del nostro futuro agire:

    Contrasto alla crisi ambientale difesa della biodiversità
    Assumere come principio superiore da parte di tutti gli Enti Parco la difesa ad oltranza delle finalità di difesa della natura come strumento per la crescita della comunità che la vive;
    Proporre una nuova politica di cooperazione tra gli Enti Pubblici e gli Enti Parco
    Proporre nuove regole istituzionali, adeguate ai tempi e al mutato contesto, attraverso una legge quadro che permetta una lettura precisa del ruolo e della salvaguardia dei beni naturali
    Cercare la creazione di un rapporto più costruttivo coi cittadini ed il territorio in generale per meglio capire e limitare i conflitti.

Ma occorre soprattutto entrare nel merito di una analisi delle risorse che la gestione delle aree può determinare, risorse che debbono considerarsi anche sotto forma di risparmio e valorizzazione dell’esistente.

Salvaguardando il principio per cui se la gente non va al Parco,  il Parco deve andare tra la gente e non intendendo con questo il solo messaggio promozionale, quanto piuttosto una vera presenza fisica istituzionale e culturale del Parco tra la gente.

Abbiamo già indicato una linea di partenza uguale per ogni Parco cercare cioè di coinvolgere il territorio per portare sinergie alla riuscita dei progetti: realizzare iniziative  nei luoghi dentro o fuori i Parchi mi sembra un modello che affronta anche le aggregazioni e le conoscenze dei luoghi.

Importante è poi permettere la conoscenza dei Parchi anche attraverso le eccellenze anche al di fuori dei territori delle stesse Aree Protette perché si raggiungono due obiettivi: far conoscere attraverso uno dei canali privilegiati dei turisti, cosa di buono e bello c’è nei parchi.

Vi sono ovviamente differenze perchè diverse  sono le collocazioni e le peculiarità territoriali, ma torno a ribadire questo deve essere il lavoro a livello dei singoli Parchi, occorre costruire un brand che per ogni mappa determini i plus da sfruttare per attirare il turismo e la frequentazione delle aree.

Analogo progetto deve farsi per la manutenzione delle aree sottoposte a vincolo (pensate agli oltre cento  km. di sentieri, ai centinaia di cartelli, alle decine di aree di sosta, ai centri visita, ai 2000 ettari di foresta demaniale di nostra competenza) e questo non è lavoro da poco visto che un altro degli elementi determinanti per la scelta turistica è l’ordine e la pulizia dei luoghi frequentati.

Altro progetto soprattutto rivolto ai ragazzi in età scolare è la riscoperta della storia de luoghi con le relative vicende e le bellezze che hanno portato quei luoghi ad essere speciali.

Contemporaneamente a questi progetti occorrerà avviarne un altro importante perchè riguarda il rapporto con chi vive nel Parco, i produttori, e le strutture di produzione e accoglienza e dall’altro lo studio della completezza dei servizi mancanti.

Dobbiamo dare  il via ad una innovazione essenziale nel determinare gli obiettivi del nostro ente.
 
Si parla di Marketing ecologico, si parla di qualità della vita e di sostenibilità economica, senza la quale i Parchi e gli Enti di gestione moriranno.

Il momento di confusione istituzionale, le difficoltà di un welfare che indubbiamente gioca un ruolo importante anche nel riflesso della usufruibilità di aree verdi, ci portano a ragionare su come ricostruire un nuovo ruolo degli enti di tutela nei confronti dell’intera società.

Vogliamo esserci per tutelare i Parchi e vogliamo esserci per contribuire coi nostri servizi e i nostri costi bassi al mantenimento di una qualità di vita essenziale per il cittadino.

Il nuovo ruolo ovviamente non dovrà dimenticare gli aspetti educativi ed istituzionali rivolti a visitatori piccoli e grandi, ma dovrà rivedere in un percorso difficile ma essenziale quali ruoli giocare, quali risposte dare e come fare questo.

Quindi innovazione anche nella governance e nella gestione diretta dei Parchi.

Ricordiamoci sempre le nostre parole d’ordine:

    partecipare,
    sviluppare,
    migliorare,
    sostenere,
    valorizzare,
    salvaguardare,
    conservare,
    proporre.
    ascoltare

Noi ci siamo e siamo pronti a confrontarci con le idee ed i progetti con chi ci vorrà stare.

Ed in riferimento alle strutture nazionali siamo pronti ad ascoltare ma anche a dire e proporre, cosa che è importante fare anche con le istituzioni locali sui progetti che da oggi metteremo sul terreno, con la capacità di misurarci con maggior forza con i concorsi regionali, nazionali ed Europei.

Se è vero come ci ricorda Bacon che alla natura si comanda ubbidendole, noi saremo sempre pronti ad aiutarla lavorando perché sia tutelata e difesa sempre per lasciarla come nostro ricordo alle nuove generazioni.


Sandro Ceccoli
Presidente

L’ambiente, la cultura, il turismo e la green economy.

Una ricchezza senza uguali al mondo.

Le Aree protette conservano un patrimonio ambientale di indiscussa importanza. Una ricchezza costituita non solo da singoli boschi o da monumenti, da laghi e da centri storici: ma dal fatto che il patrimonio storico e artistico più vasto della Terra e il patrimonio naturalistico più diversificato d’Europa formano un bene unico e indivisibile, un insieme che continua a generare flussi turistici ed economici importanti, anche solo per il grande fascino che esercita sull’immaginario di tutti.

Un patrimonio che è le nostre radici, che rappresenta la nostra identità e che conserva le storie del nostro passato ma che, soprattutto, costituisce un’opportunità straordinaria di costruire, oggi, il nostro futuro.

Si tratta di un patrimonio ancora poco valorizzato che può divenire fonte non solo di cultura e di educazione, ma anche di nuove forme di occupazione e di reddito.

La valorizzazione dei beni ambientali e culturali del nostro Paese per accrescere l’occupazione è stata, da sempre, come una promessa non mantenuta. Oggi può divenire una realtà, un’opportunità da cogliere, senza esitazioni. Per farlo, però, sono necessarie nuove competenze e capacità, sostenute da motivazione e spirito creativo.

Occorre, pertanto mettere in campo idee nuove e nuovi modi di intendere ciò che significa essere imprenditori in questo settore. Le idee d’insieme e la loro declinazione in termini di sistema territoriale vasto sono di competenza del soggetto pubblico il quale, senza indugi, dovrà anche investire sulla formazione dei giovani e sulla riqualificazione degli occupati, quale risposta credibile ed efficace per lo sviluppo delle politiche ambientali.

Il sentirsi imprenditori di un diverso sistema che veda l’aspetto sociale ed ambientale quali cardini di ogni politica economica è invece appannaggio dei soggetti privati, i quali dovranno dimostrare una maturità pari a quella che dovranno mettere in campo le istituzioni.

Settori economici interessati:

Da quanto detto appare evidente come il nostro Ente dovrà rivolgersi a tutti i soggetti che operano nei comparti di nostro interesse quali, a scopo esemplificativo e non esaustivo.

ü  Conservazione della natura.

ü  Gestione di strutture per la fruizione.

ü  Valorizzazione e gestione dei beni culturali ed ambientali.

ü  Turismo sostenibile.

ü  Ospitalità e ristorazione nei territori delle aree naturali protette.

ü  Agricoltura di qualità

ü  Tour operating di qualità.

ü  Guide ambientali ed escursionistiche.

ü  Green economy.

Il nuovo Ente in un  momento storico delicato come quello attuale, deve rivalutare la propria funzione, che non può più essere solo quella di garantire una rigorosa salvaguardia del territorio governato fine a  se stessa, ma per il suo tramite dovrà trovare il modo di diventare luogo di opportunità e sviluppo.

Oggi in campo appaiono nuove sfide ed esse sono definitive per una presenza che abbia a cuore il futuro.

Nel passato tanto è stato fatto, si sono costituite intere comunità che hanno educato ed informato cosa fosse un’Area protetta e come fosse possibile farla vivere ora, in questa fase tanto difficile  si presenta invece la problematica di sopravvivenza dell’area e dei principi che sinora l’hanno regolata.

Ecco perché si parla di sfida e non di semplice impegno.

Sfida che significa segnare il presente e programmare il futuro.

Le speranze molte volte ripiegano in rassegnazione, ma noi non ci possiamo permettere che ciò accada ed è per questo che enumeriamo sinteticamente quelli che riteniamo siano i punti salienti del nostro futuro agire:

ü  Contrasto alla crisi ambientale difesa della biodiversità

ü  Assumere come principio superiore da parte di tutti gli Enti Parco la difesa ad oltranza delle finalità di difesa della natura come strumento per la crescita della comunità che la vive;

ü  Proporre una nuova politica di cooperazione tra gli Enti Pubblici e gli Enti Parco

ü  Proporre nuove regole istituzionali, adeguate ai tempi e al mutato contesto, attraverso una legge quadro che permetta una lettura precisa del ruolo e della salvaguardia dei beni naturali

ü  Cercare la creazione di un rapporto più costruttivo coi cittadini ed il territorio in generale per meglio capire e limitare i conflitti.

Ma occorre soprattutto entrare nel merito di una analisi delle risorse che la gestione delle aree può determinare, risorse che debbono considerarsi anche sotto forma di risparmio e valorizzazione dell’esistente.

Salvaguardando il principio per cui se la gente non va al Parco,  il Parco deve andare tra la gente e non intendendo con questo il solo messaggio promozionale, quanto piuttosto una vera presenza fisica istituzionale e culturale del Parco tra la gente.

Abbiamo già indicato una linea di partenza uguale per ogni Parco cercare cioè di coinvolgere il territorio per portare sinergie alla riuscita dei progetti: realizzare iniziative  nei luoghi dentro o fuori i Parchi mi sembra un modello che affronta anche le aggregazioni e le conoscenze dei luoghi.

Importante è poi permettere la conoscenza dei Parchi anche attraverso le eccellenze anche al di fuori dei territori delle stesse Aree Protette perché si raggiungono due obiettivi: far conoscere attraverso uno dei canali privilegiati dei turisti, cosa di buono e bello c’è nei parchi.

Vi sono ovviamente differenze perchè diverse  sono le collocazioni e le peculiarità territoriali, ma torno a ribadire questo deve essere il lavoro a livello dei singoli Parchi, occorre costruire un brand che per ogni mappa determini i plus da sfruttare per attirare il turismo e la frequentazione delle aree.

Analogo progetto deve farsi per la manutenzione delle aree sottoposte a vincolo (pensate agli oltre cento  km. di sentieri, ai centinaia di cartelli, alle decine di aree di sosta, ai centri visita, ai 2000 ettari di foresta demaniale di nostra competenza) e questo non è lavoro da poco visto che un altro degli elementi determinanti per la scelta turistica è l’ordine e la pulizia dei luoghi frequentati.

Altro progetto soprattutto rivolto ai ragazzi in età scolare è la riscoperta della storia de luoghi con le relative vicende e le bellezze che hanno portato quei luoghi ad essere speciali.

Contemporaneamente a questi progetti occorrerà avviarne un altro importante perchè riguarda il rapporto con chi vive nel Parco, i produttori, e le strutture di produzione e accoglienza e dall’altro lo studio della completezza dei servizi mancanti.

Dobbiamo dare  il via ad una innovazione essenziale nel determinare gli obiettivi del nostro ente.

Si parla di Marketing ecologico, si parla di qualità della vita e di sostenibilità economica, senza la quale i Parchi e gli Enti di gestione moriranno.

Il momento di confusione istituzionale, le difficoltà di un welfare che indubbiamente gioca un ruolo importante anche nel riflesso della usufruibilità di aree verdi, ci portano a ragionare su come ricostruire un nuovo ruolo degli enti di tutela nei confronti dell’intera società.

Vogliamo esserci per tutelare i Parchi e vogliamo esserci per contribuire coi nostri servizi e i nostri costi bassi al mantenimento di una qualità di vita essenziale per il cittadino.

Il nuovo ruolo ovviamente non dovrà dimenticare gli aspetti educativi ed istituzionali rivolti a visitatori piccoli e grandi, ma dovrà rivedere in un percorso difficile ma essenziale quali ruoli giocare, quali risposte dare e come fare questo.

Quindi innovazione anche nella governance e nella gestione diretta dei Parchi.

Ricordiamoci sempre le nostre parole d’ordine:

Ø  partecipare,

Ø  sviluppare,

Ø  migliorare,

Ø  sostenere,

Ø  valorizzare,

Ø  salvaguardare,

Ø  conservare,

Ø  proporre.

Ø  ascoltare

Noi ci siamo e siamo pronti a confrontarci con le idee ed i progetti con chi ci vorrà stare.

Ed in riferimento alle strutture nazionali siamo pronti ad ascoltare ma anche a dire e proporre, cosa che è importante fare anche con le istituzioni locali sui progetti che da oggi metteremo sul terreno, con la capacità di misurarci con maggior forza con i concorsi regionali, nazionali ed Europei.

Se è vero come ci ricorda Bacon che alla natura si comanda ubbidendole, noi saremo sempre pronti ad aiutarla lavorando perché sia tutelata e difesa sempre per lasciarla come nostro ricordo alle nuove generazioni.

Sandro Ceccoli

Presidente