Il Palazzo di Cuzzano

cuzzano

Già sede di un fondo romano (Fundus Acutianus) Ponzano ospitò a partire dall’XI secolo un castello dei Cuzzano, una famiglia di feudatari al servizio della contessa Matilde di Canossa. Nei secoli XIII e XIV sorse l’aspra contesa che oppose il Comune di Bologna a questi esponenti ghibellini, tra i quali si distinsero per combattività e talora per ferocia Guido, Muzarello e Taddeo. Con l’incendio del castello e la morte di Taddeo, avvenuti nel 13 60, i Cuzzano rinunciarono ad ogni velleità politica, mantenendo tuttavia la proprietà del luogo. Dopo il matrimonio di Nicolosa di Cuzzano con Tommaso Butigheri (XV sec.) il nome della famiglia cambiò. Nel 1522 risultava già costruito il nuovo palazzo, che inglobava i resti del castello incendiato, tra i quali la torre principale, ancora oggi visibile, corredata esternamente da una scala a chiocciola in cotto. Nel 1531, tuttavia, i Butigheri-Cuzzani vendettero l’intera proprietà agli Ambrosi, artigiani bergamaschi trasferitisi a Ponzano, che alienarono nel 1568 il complesso ai conti Gessi di Bologna, tra i quali si annoverano Annibale, Girolamo, Giuliano, Giovanni Michele e l’abate Michele Angelo: l’edificio e la relativa tenuta vennero poi concessi in affitto ai Legnani. Nel 1788 l’abate Michele Angelo lasciò in eredità l’intera possessione al conte Filippo Lini bolognese e a sua sorella Francesca; sarà proprio Filippo Lini a vendere nel 1801 la tenuta alla famiglia Pasi, che verrà ad abitare nel palazzo e vi resterà per tutto il secolo XIX, fino alla vendita a favore della famiglia Serrazanetti (inizio del Novecento). L’aspetto attuale della borgata è il risultato di ulteriori aggiunte operate nel Sette-Ottocento (altana della torre, corte con portico) fra le quali si nota un finto oratorio in simmetria con quello vero. Quest’ultimo, forse cinquecentesco, è dedicato alla Santissima Croce. Ha rimpiazzato una chiesa altomedievale dedicata a san Niccolò, il santo patrono dei Cuzzano. Molto interessante è anche il corpo di fabbricato che sorge isolato all’estremità nord della corte e conserva un ampio nucleo medievale con vestibolo e due stalle aggiunte fra Ottocento e Novecento.

(fonte: “Le valli del Samoggia e del Lavino nella Storia. Itinerari luoghi personaggi” Edito dalla Comunità Montana Unione dei Comuni Valle del Samoggia 2007)

 

http://www.palazzodicuzzano.com/

(foto di Gabriele Baldazzi)