Il centro di Bazzano

bazzanocollinaL’asse centrale del paese è costituito dall’antico percorso della strada proveniente da Bologna (Strada Maestra di Sant’Isaia) verso Vignola, oggi composto da via Mazzini (si possono osservare: Villa Masini; l’edificio imitazione liberty al n. 79; l’ex Lazzaretto prospiciente la Provinciale) e via Matteotti, tuttora una delle principali vie commerciali, con alcuni edifici di rilievo (palazzo Italia; pregevole la palazzina liberty al n. 50).

Attorno al Piazzale della Pace (statua del Fante di G.Graziosi, 1922), che un tempo ospitava, sul luogo di una preesistente vigna, il Foro Boario, si osserva l’imponente edificio dell’Albergo della Rocca, già attivo dal 1769. Di fronte, la Caserma dei Carabinieri (già Casa del Fascio), edificata negli anni Venti.
Proseguendo lungo Via Gandolfi (sulla destra il quartiere popolare del Borghetto; sulla sinistra, all’imbocco di Via Fiorini; un bell’esempio di recupero di un’officina dei primi del Novecento; più oltre, l’antica sede dei Vigili del Fuoco, oggi sede di un centro sociale) si giunge alla passerella (vdàgna) sul Samoggia, d’antica origine, recentemente ricostruita.

Proseguendo verso l’esterno del paese è degna di nota Villa Gabella, sull’antico posto di confine tra Bologna e Modena. Da Via Matteotti si diparte sulla sinistra Via Gramsci, che conduce alla Stazione ferroviaria, recentemente riattivata, con gradevole architettura degli anni ’30.

Dalla Piazza si snoda ai piedi della collina della Rocca la gradevole Via Termanini (già Via Montanara); molti edifici, soprattutto sulla destra, sono d’antica origine; suggestivo il rifugio antiaereo della Seconda Guerra Mondiale, che si apre sotto la collina (nei pressi una ripida gradinata, detta i cento scalini, risale rapidamente alla Rocca).
Da Via Termanini si giunge rapidamente al complesso architettonico dei primi del ‘900, di notevole interesse urbanistico, detto di “Campo de’ Fiori”, realizzato dalle prime giunte socialiste. Attraverso il rettilineo pensato come collegamento tra la “vecchia” e la “nuova” Bazzano (a destra si scorge l’edificio rustico della Casina; più avanti, a sinistra, di fronte a una bella villa, il curioso edificio dalla forma oblunga detto “il Bastimento”), si giunge agli storici Giardini “De Amicis”, coi busti di Andrea Costa e Garibaldi contornati da alberi secolari; attorno spiccano le Scuole Elementari, tuttora in funzione, la Casa del Popolo con decorazioni liberty, l’edificio della Società Operaia e altri edifici che compongono un insieme gradevole e ben proporzionato.
In Viale Carducci, bel viale alberato che portava all’autostazione (nel luogo ove sorgeva la più antica stazione ferroviaria), degno di nota il palazzo al n. 44 e, oltre il gradevole Parco I Maggio (già Arena Estiva), Villa Romagnoli.
 
Via Giovanni Da Bazzano, l’antica contrada di San Giuseppe, si diparte dalla Piazza in corrispondenza dell’antica locanda di Porta Castello (l’attuale osteria è dal lato opposto della via). Alla sommità Villa Diana, costruita dal torinese De Sambuy per Diana Spinola, nipote di Vittorio Emanuele II; oggi sede delle Suore Minime dell’Addolorata e dell’Asilo parrocchiale. Proseguendo sulla sinistra si arriva rapidamente al caratteristico Pilastrino di San Giuseppe.

Dalla Rocca alla piazza
Dal piazzale della Rocca si scende oltrepassando la Torre dell’Orologio, costruita già nel XIV secolo, con pregiato orologio ottocentesco; oltrepassato il cassero, lungo la Ripa del Rivellino si può osservare una curiosa Via Crucis lignea d’impianto ottocentesco e un piccolo oratorio dedicato alla Vergine Maria. Si può ammirare l’imponenza delle mura di epoca bentivolesca.

Qualche decina di metri oltre il secondo arco si può proseguire per la gradinata che ospita il busto del celebre costruttore di auto da corsa Amedeo Gordini, detto “Le sorcier”, originario di Bazzano e attivo soprattutto in Francia; realizzato da G. Zini nel 1999, oppure per l’acciottolato fiancheggiante un tratto superstite delle mura trecentesche.

Di qui, dopo alcuni metri, si giunge al caratteristico pozzo del Castellaccio.
 
Il pozzo (da cui il detto l’ha bvò l’aqua dal Castlaz per indicare l’autentico bazzanese), e l’intero piccolo borgo, prendono probabilmente nome da una scomparsa postierla che si apriva tra le mura duecentesche – le più antiche – alcune tracce delle quali sono state individuate poco più a monte.
 
A sinistra, un piacevole percorso tra la valletta della Buca (sormontata dai barbacane delle mura bentivolesche) e l’altura del Lavacchio, d’aspetto ancora rurale, risale verso la Rocca costeggiando Villa Evelina e Villa Pedrini, nonché alcuni edifici che recano ancora incorporati tratti delle mura trecentesche.
      
Volendo invece proseguire diritti, dopo alcuni metri si giunge alla gradevole piazzetta del Paradiso. Se al contrario si scende sulla destra, dopo aver superato sulla sinistra l’edificio ove sorgeva – un altro nome significativo – l’Osteria di Porta Castello (l’attuale osteria è nell’edificio di fronte) si raggiunge in pochi passi la principale Piazza Garibaldi, creata nel 1895 e contornata da begli edifici, tra i quali spiccano l’Oratorio di Santa Maria del Suffragio (costruito dall’omonima confraternita nel 1673; a un’unica navata, con decorazioni a stucco di P. Bugatti e due dipinti del Gandolfi; sulla facciata una meridiana), il palazzo detto La Repubblica, decorato con curiose teste di cavallo, e il Palazzo Comunale, costruito nel 1866 su progetto di M. Minelli (precedentemente fu invece sede del Comune il palazzo posto sul lato est).
    
Le collezioni comunali comprendono, tra numerose opere pittoriche ottocentesche e novecentesche, molte opere di Adolfo, Ada e Maria De Maria.
L’Archivio Storico Comunale ospita la raccolta dei documenti afferenti all’Archivio dei Vicari e dei Capitani della Montagna, che datano dal XIV secolo. A fianco dell’edificio, fontana con statua di bagnante di G. Graziosi, detta “La Giuditta”.