I fatti delle Pradole (1809)

Durante il 1809 si verificarono sul territorio della provincia di Bologna, sia in pianura sia in montagna, importanti ed estesissimi moti popolari in aperta opposizione all'occupazione francese. Definiti allora come episodi di “brigantaggio", furono in realtà tentativi insurrezionali, alle origini del Risorgimento. Protagonista della prima scintilla della rivoluzione fu Gaspare Paglioli, un fabbro ferraio di Marzabotto, nativo di Savigno. Si rese protagonista dell'"iniquo progetto di una insurrezione, ed ideò di voler effettuare la dissoluzione del Governo”; fu perciò “per mano del carnefice decapitato in Bologna”. Dopo questo tentativo, soffocato nel mese di maggio, in estate le valli del Reno e del Lavino videro generali sollevazioni popolari, con assalti ai Comuni e alle istituzioni che da pochi anni si erano installati sul territorio, e con la distruzione degli archivi che contenevano documenti relativi alla leva e alle tasse, i due principali elementi con i quali il nascente Stato moderno si era presentato presso le popolazioni della campagne. Le bande insurrezionali che si formarono sulle montagne ebbero tra i loro capi due "briganti” di Vedegheto: Giuseppe Dondarini, detto "Torrinara" e Giovanni Battista Franchi, detto ‘Franchetto’. Furono perciò condannati "alla pena dei ferri a vita”. Ma il loro arresto, avvenuto in agosto, non fermò l'azione dei ribelli. L'episodio più grave venne ricordato in quegli anni come "il fatto delle Pradole", perché avvenuto in quella località di Savigno. Questo il racconto di un testimone, Girolamo Tonioni, di Tolè, secondo il quale una banda di briganti "mezzo miglio prima di giungere alle Pradole incontrarono tre civici che spogliano delle armi loro, e tennero in arresto. Giunti alle Pradole, sorpresero un corpo di Guardia Civile facendo fuoco contro di essa ne uccisero tre, altri due ferirono. Dopo di questo fatto, tutti loro, che potevano essere da circa 50, presero a dividersi i fardelli del saccheggio dato alla casa del Sindaco di Tolè”.

 

(fonte: “Le valli del Samoggia e del Lavino nella Storia. Itinerari luoghi personaggi” Edito dalla Comunità Montana Unione dei Comuni Valle del Samoggia 2007)