Faustino Malaguti

Faustino Giovita Marziano Malaguti nasce a Pragatto di Crespellano il 15 febbraio 1802 da Giuseppe Valerio ed Anna Medici. E' terzo di nove fratelli. Il padre, Giuseppe Valerio, farmacista in Pragatto, nella casa in cui aveva anche la residenza, a seguito di un episodio di violenza subita da briganti provenienti dal Reame di Napoli, si trasferisce con la famiglia e con l'attività a Bologna.
Faustino viene affidato alle cure dei Padri Barnabiti, allora in Santa Lucia, indi passa all'Università dove frequenta lo studio della Farmacologia, conseguendo all'età di anni 16 il diploma per il libero esercizio. In questa veste coadiuva il padre nella farmacia di S. Salvatore. Nel frattempo è eletto assistente farmacista della Clinica Medica diretta dal prof. Tommasini. Successivamente il Governo Pontificio lo nomina Delegato di Sanità alla Dogana per la visita e l'ispezione dei medicamenti e delle droghe. E' molto attento ai fatti che stavano caratterizzando la vita politica dell'Italia di quel tempo; le teorie del Mazzini stavano prendendo piede e la Carboneria era presente in tutte le città. Ed infatti nella notte fra il 4 e 5 febbraio 1831, è uno dei protagonisti dell'insurrezione di Bologna, con la quale venne costretto il Prolegato pontificio a deporre i suoi poteri e si addiviene alla nomina di un Governo provvisorio, con a capo l'avv. Giovanni Vicini. Il Faustino Malaguti assume l'incarico di segretario del ministro della Polizia Pio Sarti. A seguito dell'intervento delle truppe austriache, la rivolta, ancorchè estesasi su gran parte del Regno Pontificio, viene soffocata ed il 26 marzo 1831, ad Ancona si ha la firma della resa. Faustino Malaguti, con altri, si imbarca sul brigantino Isotta per fuggire, ma il capitano dell'imbarcazione Sante Lazzarini li tradisce e li consegna agli austriaci che li conducono a Venezia. Qui rimane prigioniero per alcuni mesi, prima su di una imbarcazione poi nel carcere di S. Severo. Nell'agosto viene deportato a Marsiglia. Non si hanno notizie di come riesce ad uscire dal carcere. Faustino Malaguti raggiunge Parigi, dove è anche l'avv. Antonio Zanolini, fuggito anch'esso da Bologna con la famiglia. Qui riesce a trovare un lavoro presso il Laboratorio di Gay-Lussac, dove inizia a svolgere ricerche nel campo della chimica. Contemporaneamente si iscrive alla Scuola Politecnica dell'Università della Sorbona di Parigi e consegue, nel 1839, la laurea dottorale in scienze.  
Si sposa con Fanny Megissier, di Parigi, che era sorella della moglie del primogenito di Antonio Zanolini, dalla quale ha avuto vari figli. I suoi primi studi sono molto attenti tanto da meritarsi la stima e la considerazione del prof. Brongniart e di insigni chimici e fisici, fra i quali il Dumas ed il Biot. Quest'ultimo lo chiama a coadiuvarlo nelle sue ricerche sulla decomposizione della luce. Nel mentre è nominato chimico al laboratorio annesso alla Manifattura delle Porcellane di Sevres. Qui riesce a realizzare la sintesi diretta del colore "Pink - colour" e crea un nuovo colore viola denominato "lacca universale". Le sue indicazioni portano la Manifatture delle Porcellane ad un elevatissimo grado di qualità. Si dedica alla chimica nell'agricoltura. I suoi studi sono tali che a Rennes viene aperta una nuova cattedra universitaria di "Chimica Agraria", alla quale è chiamato come docente. Le sue "Lezioni di Chimica" ed il suo "Corso di lezioni di chimica agraria" sono apprezzati non solo dagli studiosi ma bensì dagli studenti, in quanto è sua precisa imposizione di pubblicare libri utili allo studio degli studenti e non solo ai professori. E' anche Rettore di detta università per vari anni.
I suoi meriti nell'ambito della chimica sono tali che viene chiamato ad esser membro delle principali Società Scientifiche e corrispondente di varie Accademie delle Scienze dell'epoca. E' nominato nel 1866 Officiale d'Accademia e il 14 ottobre 1873 Commendatore della Legione d'Onore.
Nonostante che nel 1834 il Governo Pontificio l'avesse iscritto nell'"Elenco dei ribelli ai quali non si premette di tornare negli Stati Pontifici", il Governo Italiano lo insignisce nel 1866 del titolo di Commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro e gli chiede più volte di rientrare in Italia e di assumervi una cattedra di insegnamento, ma Faustino Malaguti non vuole abbandonare Rennes, la sua seconda patria.
Pubblica 66 lavori nell'ambito della chimica, tanto da essere denominato in Francia come "le prince des Chimistes Italiens".
Soffre di vizio cardiaco e prima di morire esterna il suo desiderio di non essere pubblicamente ricordato - "amabat nesciri". Si spegne a Rennes il 26 aprile 1878.
Bologna lo ha ricordato con un busto nel Panteon della Certosa (opera dello scultore Salvino Salvini) ed uno al Celio (Piazza VIII Agosto) ed una via. A Pragatto, il Comitato per le Onoranze del 1904 ha apposto una targa opera dello scultore Tullo Golfarelli nella casa in cui è nato. (Testo di Antonio Penzo)