Cesarino Bartolini

Attratto fin da giovane dalla meccanica, dopo aver frequentato le scuole tecniche, ed una esperienza di dipendente alle officine Vittoria e alla Ditta Cimatti, si mise in proprio con un collega ad assemblare biciclette e a smontare e rimontare le prime motociclette. Venendo a Savigno a trovare lo zio, sul ponte all'inizio del paese, trovò la donna della sua vita e trasferì nel paese la sua officina. Negli anni Cinquanta iniziò a correre con la moto Gilera varie edizioni del Motogiro e della Milano-Taranto con uno stile particolare che lo vedeva sempre con la testa piegata, più che ad accompagnare la curva quasi ad ascoltare il rombo del motore. Vinse numerose competizioni.

Passato negli anni Sessanta agli scooters, sostenuto dall’Innocenti, continuò a vincere con la Lambretta: motocross, regolarità, velocità in Italia ed in particolare in Inghilterra presso l'isola di Man dove viene ancora oggi ricordato da riviste del settore. Negli anni Ottanta dovette però affrontare la gara più impegnativa: quella con la vita. Dopo un grave caduta, rimase parecchi giorni in coma e si riprese con l'appoggio della sua numerosa famiglia e della caparbietà che l’aveva distinto nelle corse, continuando con un nuovo stile di vita a mantenere viva in sé la passione dei motori. Da anni parenti e amici, organizzati nel motoclub che porta il suo nome, organizzano il Lambretta day e una delle gare di motocross più interessanti per bellezza e difficoltà del percorso.

 

(fonte: “Le valli del Samoggia e del Lavino nella Storia. Itinerari luoghi personaggi” Edito dalla Comunità Montana Unione dei Comuni Valle del Samoggia 2007)