Casa Gavezzano

Il nome di Casa Gavezzano è di derivazione romana e si riferisce ad un probabile “Fundus Gabicianus” o “Gabinianus”. Nel secolo XÌII-XIV sorgeva qui una rocca o casa fortificata, della quale restano porzioni nell’angolo sud-ovest dell’attuale edificio, mentre il voltone oggi seminterrato corrisponde all’ingresso principale; esso introduce ad alcuni vani di cantina con poderose travature in quercia, vani che dovevano costituire il piano terreno della rocca. Ne era proprietario nel 1282 un nobile appartenente alla consorteria dei Cattanei. Si trattava probabilmente di un membro della famiglia Moretti. Alla fine del Cinquecento venne costruita la bella torre colombaria, ad opera della stessa famiglia Moretti, che annoverò diversi notai operanti nella zona e che possedette la casa anche nel secolo successivo. Allo scadere del secolo XVIII Casa Gavezzano divenne un vero e proprio palazzo signorile, dimora di campagna dell’abate bolognese Domenico Maria Zanardi, un francescano che insegnava canto presso la prestigiosa Accademia Filarmonica di Bologna. Risale a quel periodo la creazione della elegante cappellina che si apre su un lato del salone. Tra le numerose caratteristiche del palazzo va annoverata una galleria sotterranea che dal corpo principale dell’edificio raggiunge un pozzo ubicato in mezzo al cortile. Intorno al 1817 la proprietà passò ai fratelli Monetti, per trasferirsi ai Brighetti (1836), ad Antonio Franceschi (1843) e quindi (inizi del secolo XX) ai Menzani. Questi avvicendamenti hanno portato diverse modifiche al complesso, tra le quali il portico di accesso all’estremità settentrionale dell’edificio.

 

(fonte: “Le valli del Samoggia e del Lavino nella Storia. Itinerari luoghi personaggi” Edito dalla Comunità Montana Unione dei Comuni Valle del Samoggia 2007)