Ca' dei Casini

Le vicende di Ca’ dei Casini, edificio situato a lato dell’antica via denominata variamente (Longobarda, Cassiola, imperiale, ecc.) si identificano con quelle del castello di Zappolino, importante struttura che era già in funzione nei secoli XII e XIII. Il nucleo più antico consiste in una casa torre del primo Duecento, sorta presso una fonte sacra di epoca preromana adiacente alla via, fonte oggi disseccata e inglobata in un piccolo fabbricato ad uso di servizi. Il primitivo nucleo militare fu ampliato nel 1297 dal Comune di Bologna che ne ricavò la rocca centrale

di un enorme castello, dal perimetro di 990 metri e dalla doppia cerchia di mura o palizzate. Fu questa la struttura che accolse i fuggiaschi bolognesi dopo la disfatta di Zappolino del 15 novembre 1325. Risale a questo periodo anche la galleria sotterranea che collega le cantine

ad un pozzo di sorgente. Dopo il 1376 la cerchia maggiore venne eliminata e la rocca fu alienata a privati. Agli inizi del Quattrocento la località era conosciuta come “Il Poggiolo” e ne era proprietario un certo Ugolino, la cui figlia sposò tale Giacomo di Prunarolo ed il nome della casa divenne “dei Prunaroli”. Nel Cinquecento cambiò in “Casa dei venienti dal Bergamasco e quindi fu “Cà dei Fabbri” e anche “Castello”. Intorno al 1645 il complesso venne acquistato dal notaio Francesco Casini, originario di Samoggia, che modificò l’antica fortezza per ricavare la sua abitazione, che è quella oggi visibile. I Casarini, discendenti dei Casini, corredarono la corte recintata preesistente con un pregevole selciato datato “1865”. Ad un centinaio di metri a sud della casa, sotto la via che porta alla nuova chiesa parrocchiale, sopravvivono due archi di pietra a sesto acuto attribuibili al secolo XIII, che immettevano nel rivellino, oggi interrato, della cerchia minore del castello.

 

(fonte: “Le valli del Samoggia e del Lavino nella Storia. Itinerari luoghi personaggi” Edito dalla Comunità Montana Unione dei Comuni Valle del Samoggia 2007)