Bruno Pedrini

Nato nel 1930, appartiene a quella generazione la cui formazione è fortemente segnata dagli orrori della guerra e dell'occupazione nazista. Conosce la lotta partigiana, nutre le speranze portate dalla liberazione ma rimane profondamente deluso dagli eventi del periodo successivo. Ne nasce una personalità decisa a schierarsi dalla parte dei più deboli, consapevole del proprio ruolo che porterà avanti con coerenza. Nel 1948 si iscrive al partito Comunista Italiano e nel giro di pochi anni ne diventa attivista, poi funzionario. Successivamente ricopre un ruolo di sindacalista nella CGIL e diventa capolega dei braccianti di Calcara e Crespellano. E' di questo periodo una sua permanenza di alcuni mesi nella provincia di Rovigo dove, in seguito all'organizzazione di una manifestazione sindacale non autorizzata, viene arrestato e dopo alcuni giorni di carcere rimandato a casa col foglio di via. Per questo arresto viene processato e condannato ma non sconta la pena perche' incensurato. Continua la sua attività di sindacalista nel nostro Comune e nel 1956 è eletto Consigliere comunale, nel 1957 diventa Assessore e nel 1961, a seguito delle dimissioni di Luigi Raimondi, diventa Sindaco. Nei mandati successivi è rieletto e rimane Sindaco fino al 18 luglio 1975. Rimarrà consigliere comunale fino al 1979. In tutti questi anni è un punto di riferimento nel partito. I primi anni del suo impegno politico sono particolarmente duri, segnati da una politica interna di scontro frontale. Iniziano con l'attentato a Togliatti (1948), la divisione sindacale e terminano con i fatti di Genova durante il governo Tambroni (1960). Gli anni in cui è alla guida dell'amministrazione Comunale sono anch'essi difficili e contraddittori, sono anni di grandi figure come John Kennedy, Martin Luther King, Giovanni XXIII, sono gli anni dei movimenti del '68, del riscatto delle colonie dai paesi che le hanno sfruttate, della primavera di Praga, dell'esperienza cilena di Unidad Popular, ma sono anche gli anni della guerra nel Viet Nam, dell'invasione della Cecoslovacchia, del colpo di stato dei colonnelli greci e del golpe cileno. L'Italia vive in pieno questa atmosfera contraddittoria, ne è influenzata e l'influenza. Con Piazza Fontana iniziano gli attentati che per anni insanguineranno l'Italia senza che si arrivi a conoscere i primi mandanti.
I principali interventi di questo periodo a Crespellano, che creano il solco per gli anni successivi, vanno dall'istituzione della scuola media sia a Crespellano che a Calcara all'apertura della biblioteca comunale, dalla costruzione di una nuova scuola elementare a Crespellano a quella della prima palestra di dimensioni tali da dare impulso a nuove attività sportive, dalla sistemazione dei campi sportivi alla costruzione di una tribuna con annessi spogliatoi nel campo sportivo di Crespellano, dall'adozione del primo piano regolatore generale al piano di edilizia economica e popolare, dall'individuazione di nuove aree industriali, artigianali e residenziali, ad interventi strutturali sulle fognature, sugli acquedotti, sulle strade.