Agostino Gandolfi Odofredi

Nato all'inizio del XVIII secolo, egli predilesse la villa di Bazzano, ingrandendola e rendendola un luogo ideale per accogliere ospiti. Sin dalla giovinezza, egli amò la vita militare, scegliendo di unirsi all'esercito di Stanislao Augusto Il Poniatowski, re di Polonia, per il quale fu nominato comandante della cavalleria. Nel giugno del 1797 il Gandolfi sostenne completamente a sue spese l'erezione dell'albero della libertà a Bazzano; divenne poi comandante dei tre battaglioni della Guardia nazionale fino al 1799. Egli era anche uomo raffinato e amante della cultura: dopo la sua morte, coloro che stilarono l'inventario della tenuta di Bazzano trovarono una biblioteca costituita da volumi dedicati all'archeologia, all'arte, al teatro, alla politica, alla letteratura, disegni di architettura e stampe varie. Curiosa è la segnalazione di un cassone, contenente cinquecento soldatini di fanteria di varia grandezza, settanta cavalieri, dodici suonatori di banda, un capo tamburo, sei piccoli cannoni di metallo ed un mortaio di piombo, con i quali il Gandolfi si dilettava ad emulare azioni di guerra. ln una stanza i periti trovarono inoltre un vero cannone di rame con molto piombo.

 

(fonte: “Le valli del Samoggia e del Lavino nella Storia. Itinerari luoghi personaggi” Edito dalla Comunità Montana Unione dei Comuni Valle del Samoggia 2007)