Villa Sapori-Lazzari

villasaporilazzariPonte Samoggia - Via Emilia (località Crespellano)

La sua storia inizia nella prima metà dell'Ottocento, quando le mappe catastali ne documentano la presenza come "Casino di Ponte Samoggia".

L'area su cui sorge, dall'età napoleonica, era stata inglobata nel Ducato di Galliera, una vastissima proprietà terriera che, dalla via Emilia, giungeva fino al comune di Galliera.

Il ducato era stato creato dal ministro Antonio Aldini per Napoleone, il quale lo assegnò a Eugenio di Beauharnais, figlio di Giuseppina e Viceré d'Italia.

Alla caduta di Napoleone, il ducato fu dapprima acquistato dal marchese De Ferrari di Genova e da questi, verosimilmente entro la metà del secolo, rivenduto ai principi francesi d'Orléans duchi di Montpensier.

Durante quest'ultimo periodo fu edificato il suddetto "casino", adibito probabilmente a residenza di campagna dei principi, il cui stemma compare anche in alcuni altri edifici nei dintorni, e forse a funzioni legate alla caccia.

La trasformazione che portò l'edificio ottocentesco ad assumere le sembianze attuali avvenne agli inizi del Novecento, quando la proprietà fu acquistata dalla famiglia Lazzari, che oltre all'aspetto, ne mutò la funzione, facendone il centro direzionale delle attività agricole, in particolare la coltivazione del grano, svolte nei poderi circostanti.

La villa si presenta come un bell'edificio a sviluppo orizzontale, a tre piani, con scalone esterno posto al centro della facciata principale, dal quale si accede al piano nobile e torretta sulla sommità dell'edificio.

La villa conserva ancora in perfette condizioni, all'ultimo piano, il bellissimo granaio, nel quale pare ancora di avvertire il profumo del suo originario contenuto.

La famiglia Lazzari è tuttora proprietaria della villa, attraverso i suoi discendenti Sapori-Lazzari.

 

www.villalazzari.it 

 

Testi tratti da:  “Tra otium e negotium, le Ville di Crespellano”, “Chiese ed oratori di Crespellano”. Ricerche e stesura testi di Silvia Rubini, foto di Valter Baldini e Tiziana Bertacci.)