Villa Melotti-Ferri (Spada)

via Borghetto, Calcara - località Crespellano


Affascinante brano di architettura primo-novecentesca, sorge sul fondo denominato "Cà Basse" appartenuto sino all'età napoleonica ai padri di Santa Maria della Carità di Bologna e in seguito alla soppressione degli ordini religiosi acquistato da Domenico Ferri. 
Il fondo a quel tempo vedeva già la presenza di una casa padronale e di edifici di servizio, oltre che dei terreni circostanti.

Nel 1902 mutò ancora di proprietà, passando in eredità alla famiglia Melotti.
La trasformazione dell'antica casa padronale in villa risale a questa fase di inizio secolo, grazie al nuovo proprietario Raffaele Melotti-Ferri, che, come risulta dai disegni pervenuti sino a noi, fu l'autore del progetto.
L'edificio si presenta come un corpo articolato in tre piani, coperto da tetto a spioventi e coronato da una torretta.

Una delle caratteristiche più interessanti dell'attività progettuale di Melotti-Ferri è la vastità degli aspetti considerati: così come mostrano alcuni schizzi, l'autore non si limitò alla struttura architettonica, ma si occupò anche degli arredi interni, evidenziando la volontà di creare un'opera "totale" progettata in ogni dettaglio, secondo un principio tipico del Liberty, il gusto allora in voga e di cui si scorgono influssi nella villa. 

Tipicamente liberty sono i motivi floreali dalle linee sinuose che decorano le maioliche fiorentine lungo il paramento murario, anch'essi frutto dell'estro dello stesso proprietario.
Alla stessa provenienza sono da ricondurre le maioliche dei tre stemmi in facciata: quello dei Ferri, dei Melotti e quello dei Taussig de Bedonia, la famiglia della moglie di Raffaele Melotti-Ferri. Originariamente posto su via dei Mercati, l'attuale via Ferrari, nel 1929 fu mutato l'accesso principale, col bel viale di tigli e la cancellata su via Borghetto.

 

Testi tratti da:  “Tra otium e negotium, le Ville di Crespellano”, “Chiese ed oratori di Crespellano”. Ricerche e stesura testi di Silvia Rubini, foto di Valter Baldini e Tiziana Bertacci.)