Villa Bianconi Rusconi Bassi

via Cassola (località Crespellano)
Detta anche "Casino dell'Olmo" dall'oratorio della Madonna dell'Olmo che vi si trova di fronte, è una delle due ville crespellanesi sino a non molto tempo fa attribuita ad Angelo Venturoli.
In realtà, come è stato appurato, l'autore del progetto fu Carlo Bianconi, fratello di Giuseppe, proprietario della villa.

I lavori ebbero inizio verso il 1780.
Il Venturoli era però presente a Calcara proprio in quegli anni, come progettista della villa di don Gaetano Muratori.

Formatosi in Veneto, a contatto con le architetture del Palladio, il Venturoli, insieme a Carlo Bianconi, fu il responsabile dell'aggiornamento dell'architettura locale rispetto ai canoni del coevo Neoclassicismo, come è possibile riscontrare nella villa da elementi quali il pronao tetrastilo della facciata principale, il frontone e le calibrate proporzioni dell'insieme.

All'eleganza dell'esterno si coniuga la razionale gestione degli spazi interni, secondo criteri di funzionalità: la scalinata in facciata dà accesso al piano nobile e al salone di rappresentanza, mentre copre alla vista il pianterreno in cui sono la cucina, i vari ambienti di servizio e la galleria per le carrozze. Il resto dell'edificio risulta suddiviso in numerose stanze destinate in origine alle famiglie dei fratelli Bianconi e agli ospiti della villa.

Nel 1921 fu acquistata dai fratelli Bassi, per poi diventare proprietà Peretti Poggi. Attualmente la cooperativa sociale Ambra vi gestisce una residenza per persone con disagio psichico.

 

Testi tratti da:  “Tra otium e negotium, le Ville di Crespellano”, “Chiese ed oratori di Crespellano”. Ricerche e stesura testi di Silvia Rubini, foto di Valter Baldini e Tiziana Bertacci.)