Santuario della Beata Vergine di Passavia - Pragatto

chiesapragpassaviaLa storia di questo edificio e del culto ad esso legato ha inizio da un'edicola appesa a una quercia e culmina nel santuario che ancor oggi sussiste in territorio pragattese.
Serafino Calindri, alla fine del Settecento, ne parla prendendo in esame gli oratori di Pragatto: " [...] in questa parrocchia, la quale ha tre oratori nel suo distretto cioè S. Pancrazio de' Banzi, S. Michele in Sorbetolo e B.Vergine della Provvidenza che fu fabbricato circa l'anno 1670 con le elemosine dei devoti".

Dall'autore del Dizionario corografico apprendiamo quindi la data di fabbricazione dell'oratorio (il 1670 circa), ma anche altre notizie legate al luogo sacro in questione: in origine vi si trovava un'immagine mariana, su carta, esposta alla venerazione dei fedeli in una nicchia di legno appesa a una quercia.
La sacra immagine era giunta da Passavia (Passau), in Baviera, dove nell'incendio della città avvenuto nel 1662 la chiesa nella quale si venerava era bruciata completamente, ma l'icona era rimasta intatta.

Nell'Archivio Parrocchiale di Pragatto si conserva un documento risalente al 1681 grazie al quale è possibile ripercorrere gli avvenimenti che furono all'origine della costruzione del primo oratorio: Monsignor Pietro Bargellini, Arcivescovo di Tebe e Nunzio Apostolico della Santa Sede in Germania, portò a Pragatto una copia della miracolosa immagine e ne fece dono al sacerdote, don Giacomo Lanzarini.
Rimane inoltre una copia del rogito, datato 22 settembre 1681, portante la donazione fatta da don Giacomo Lanzarini e dai fratelli Matteo e Vittorio alla chiesa parrocchiale di Pragatto del pezzo di terreno, lungo 110 piedi e largo 40, in cui si trovava la quercia alla quale era stata appesa la sacra immagine, affinche' il rettore vi facesse costruire una cappella dedicata alla Madonna di Passavia.
Dunque, ancor prima della costruzione dell'edificio, il luogo era già destinato al culto e meta di pellegrinaggi, tanto che si provvide all'edificazione della chiesa avvalendosi delle elemosine dei fedeli.

Ancora dal Calindri apprendiamo che si trattava di un luogo di culto "edificato con grandiosità, ed a forma di Chiesa con magnifica cupola demolita nel 1715". A quel tempo il giuspatronato era esercitato dalla famiglia Aldrovandi Marescotti.
Dal Cenno descrittivo Del Santuario della B. V. di Passavia conservato nell'Archivio Parrocchiale di Pragatto si evince che nel 1837 l'edificio fu portato a termine su progetto dell'architetto Angelo Venturoli.
L'erudito Francesco Tognetti riporta che intorno al 1817 la chiesa seicentesca venne ricostruita: "[...] ma circa il 1817 il parroco D. Luigi Lenzi, tra perche' in qualche parte minacciava ruina, tra perche' 'antecedente Chiesa non era capace di contenere i molti divoti che a quella miracolosa immagine ricorrevano, procurò che venisse rifabbricata dalle fondamenta ed ingrandita come al presente, aiutandosi colle oblazioni de' fedeli; ed è in forma di croce greca con magnifica cupola, ed il tutto di elegante architettura: disegno del celebre Venturoli...".
All'incirca negli stessi anni il Venturoli progettava anche l'abside della chiesa parrocchiale di San Savino a Crespellano.

L'edificio si presenta con un interno elegante e luminoso, dall'impianto a croce greca coperto da una cupola, lo spazio ritmato da lesene ioniche e profilato da cornici a dentelli.
Gli altari laterali recano due pale dedicate a San Giuseppe dal lato del Vangelo (a sinistra) e a Sant'Anna dal lato dell'Epistola. Per la prima, presso l'Archivo Parrocchiale di Pragatto, rimangono diversi documenti nei quali compare che fu eseguita dal pittore Lorenzo Pranzini, come ricevute di pagamento che ne attestano l'esecuzione intorno al 1820.
La pala con Sant'Anna, dato lo stile, potrebbe essere stata eseguita dallo stesso Pranzini, anche se non ci sono documenti a confermarlo. Oltre alla Madre della Vergine Maria vi compaiono Santa Liberata e Santa Cristina. Quest'ultima potrebbe ricordare l'antica presenza in Pragatto della chiesa dedicata appunto a Santa Cristina, documentata sin dal tardo Duecento e appartenente alla Congregazione di San Lorenzo in Collina, non più esistente già ai tempi del Calindri.
Sull'altare maggiore, entro una ricca ancona fiancheggiata da due angeli e sormontata da un tralcio vegetale, si trova la sacra immagine della Madonna di Passavia.

Come si è detto, essa consiste in una copia su carta dell'immagine venerata a Passau. Quest'ultima, un dipinto che rappresenta la Madonna col Bambino, è a sua volta una copia dell'originale cinquecentesco eseguito da Lukas Cranach e conservato presso il duomo di Innsbruck. L'immagine creata da Cranach rappresenta l'iconografia cosiddetta di Mariahilf, Maria dell'Aiuto, alla quale il santuario di Pragatto è dedicato sotto il titolo di "Auxilium Christianorum".
Come si ricorderà, nel brano riportato in apertura, Calindri si riferisce al santuario di Passavia come all'oratorio della B. V. della Provvidenza: in effetti è dalle visite pastorali del tardo Ottocento che l'edificio viene definito Santuario, aggiungendo che vi si venera l'immagine della Madonna sotto il titolo di "Auxilium Cristianorum".
Sempre nella zona presbiteriale e sotto l'Immagine di Passavia, un rilievo rappresentante una figura maschile in preghiera davanti a un albero ricorda l'origine di questo edificio e del culto ad esso legato.

Testi tratti da:  “Tra otium e negotium, le Ville di Crespellano”, “Chiese ed oratori di Crespellano”. Ricerche e stesura testi di Silvia Rubini, foto di Valter Baldini e Tiziana Bertacci.)