S. Maria Nascente - Pragatto

chiesasmarianascentepragattoL'iscrizione posta sopra la porta d'ingresso testimonia di ulteriori restauri compiuti intorno al 1859. Nel corso di questi ultimi, precisamente nell'ottobre del 1858, come attesta un documento dell'Archivio Parrocchiale di Pragatto, fu sostituita la copertura a travatura lignea con una vela in cotto innestata sulle preesistenti pareti.
L'edificio, internamente uno dei più belli del nostro territorio, si presenta come uno spazio a navata unica con cappelle laterali. La zona presbiteriale è caratterizzata dalla presenza di quattro colonne libere, delle quali due a sostegno dell'arcone che introduce al presbiterio e due sul fondo. Le cappelle laterali sono ritmate dai confessionali lignei, incassati nelle porzioni murarie tra le cappelle stesse.

La chiesa conserva la pala d'altare dipinta da Gaetano Gandolfi nel 1774 con i Santi Agostino e Monica; sull'altar maggiore si trova un dipinto con la Nascita di Maria eseguito da Ercole Graziani (1688-1765) e, come si evince da un documento dell'Archivio Parrocchiale di Pragatto, acquistato in data 8 maggio 1906 dalla parrocchia di Santa Maria Maddalena di Bologna con la somma donata da Alessandro Cavallini.
Il campanile, come si è visto, a fine Seicento presentava una guglia piramidale: a quell'epoca era stato da poco ricostruito (1673). Nei secoli successivi fu più volte danneggiato e riparato: colpito da un fulmine nel 1788, venne coperto da una nuova cuspide ottagonale; quest'ultima, danneggiata ancora una volta da un fulmine nel 1842 fu ricostruita due anni dopo "a somiglianza di quella che erravi prima del 1788".
Nel 1929 la guglia fu nuovamente atterrata in seguito ai danni riportati durante il terremoto: dal bollettino parrocchiale del luglio del 1933 si apprende che proprio in quell'anno iniziarono i lavori di costruzione della nuova torre campanaria, rimasta poi incompiuta a causa dello scoppio della guerra.

Testi tratti da:  “Tra otium e negotium, le Ville di Crespellano”, “Chiese ed oratori di Crespellano”. Ricerche e stesura testi di Silvia Rubini, foto di Valter Baldini e Tiziana Bertacci.)